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15 dicembre 2018
   
     
  Incenerimento dei rifiuti: rischi per la salute e l’ambiente  
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Assemblea Pubblica organizzata da Rete Donne Brianza il 29 giugno 2004

Relazione

L’assemblea pubblica “Incenerimento dei rifiuti: rischi per la salute e l’ambiente” da noi organizzata ad Erba martedì 29 giugno è stata un successo in termini di affluenza e rilevanza dei contenuti. La sala Isacchi era gremita (almeno 300 persone secondo Il Giornale di Erba di sabato 3 luglio) tanto che in molti hanno dovuto assistere in piedi e persino all’esterno, affacciati alle finestre. Il dibattito che ha seguito la tavola rotonda, molto partecipato, si è protratto fino a dopo mezza notte. Riportiamo in questa relazione i dati principali dell’assemblea.

Potete SCARICARE LE PRESENTAZIONI DELLA CONFERENZA disponibili dalla Pagina Presentazioni. Con un piccolo contributo, che sarà destinato alle prossime iniziative della Rete, potete acquistare la VIDEOCASSETTA dell’Assemblea .

Federico Valerio, Responsabile del Servizio di Chimica Ambientale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro ha aperto l’assemblea con una relazione dal titolo: Rischi ambientali e sanitari di diversi sistemi di gestione di rifiuti urbani. Valerio ha paragonato due sistemi di gestione dei rifiuti (che, ha sottolineato, sarebbe più opportuno chiamare “MPC”, materiali post consumo): la termovalorizzazione (ossia l’incenerimento in forni per ottenere energia) e il riciclaggio, dimostrando come il secondo sia più vantaggioso tanto in termini di bilancio energetico, quanto di impatto ambientale. Per esempio, se un chilo di carta è riciclato, invece che termovalorizzato, si risparmiano 2.790 chilocalorie. Naturalmente il calcolo del bilancio energetico deve essere fatto in modo corretto, ossia considerando l’intera vita del prodotto “dalla culla alla tomba”. Valerio ha ricordato che non solo nella più avanzata Germania, ma anche in Italia, per esempio nella provincia di Treviso, grazie alla raccolta a domicilio e alla tariffazione personalizzata (che premia chi ricicla di più) la percentuale di MPC tecnicamente ed economicamente riciclabile può raggiungere il 70-80%.

Quanto al residuo non riciclabile, la soluzione migliore per disfarsene è utilizzare microrganismi che “bruciano” la parte più pericolosa dei rifiuti, ovvero la frazione organica (putrescibile) a basse temperature, così come i partecipanti all’assemblea bruciavano la cena mentre ascoltavano l’oratore. Questo metodo si basa sul principio della bio-ossidazione e può essere ottenuto tramite un impianto detto bio-essicatore, il quale emette in atmosfera acqua, anidride carbonica e composti organici volatili (COV), quali idrocarburi e aldeidi, ma non più di quanto faccia un bosco in autunno. Da un termovalorizzatore (o inceneritore) invece, oltre a queste emissioni, escono anche composti ecotossici persistenti e accumulabili lungo la catena alimentare, come il cadmio, il mercurio, il piombo e le diossine.

Nel 2001 l’Unione Europea ha stabilito la dose giornaliera tollerabile di diossina in due picogrammi per chilogrammo di peso corporeo. Quindi, per un bambino di 5 chili, la dose massima tollerabile è di 10 picogrammi al giorno. In base ai dati sulla produzione di cemento (4.451 t/g) ottenuti dal rapporto annuale del 2002 della Holcim (ex-Cementeria di Merone) dal cementificio uscirebbero in totale 668 milioni di picogrammi di diossine al giorno. Federico Valerio ha chiarito successivamente che per fare questo calcolo ha utilizzato il fattore medio di emissione di diossine da cementifici stimato dall’Unione Europea (0,15 microgrammi I-TEQ per tonnellata di cemento prodotto, pubblicato nell’Inventario Europeo delle Diossine, consultabile sul sito Internet: http://europa.eu.int/comm/environment/dioxin/stage1/cement.pdf).
Gli abitanti di Merone sono 3.700 circa, quindi fate voi il conto. Ma, e questo è più importante, la pericolosità delle diossine è legata non tanto alla loro emissione in atmosfera, quanto al loro progressivo accumulo e alla loro successiva concentrazione lungo la catena alimentare, per esempio erba-mucca-latte-mamma-bambino. Ricordiamo che la Cementeria di Merone ha ottenuto le prime autorizzazioni a bruciare rifiuti industriali nel 1982.

Federico Valerio ha inoltre ricordato che i cementifici, e in particolare quelli che ricorrono alla termovalorizzazione, sono un’importante fonte di diossina.
Negli Stati Uniti la prima fonte di diossina è rappresentata dagli inceneritori di rifiuti urbani e i cementifici occupano il terzo posto in questa classifica. (Fonte: Agenzia degli Stati Uniti per la Protezione dell’Ambiente, USEPA draft dioxin inventory 2000).

Antonio Paddeu, pneumologo e presidente dell’Associazione Malattie Respiratorie A.Ma.Re di Como ha presentato una relazione dal titolo Effetti dell’inquinamento sulla salute. Per quanto riguarda l’impatto sulla salute del PM10 (il pericoloso particolato atmosferico con diametro uguale o inferiore a 10 µm) Paddeu ha dichiarato che in otto città italiane (Milano, Roma, Torino, Genova, Bologna, Frosinone, Napoli e Palermo, dove vivono 8,5 milioni di italiani su un totale di 57 milioni), le micidiali polveri provocano ogni anno: 3.472 morti; 1.887 ricoveri per cause respiratorie; 2.710 ricoveri per malattie cardiovascolari; 31.524 attacchi di bronchite acuta nei bambini; 29.730 casi di aggravamento dell’asma nei bambini; 11.630 casi di attacchi d’asma in persone oltre i 15 anni di età (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità).

Paddeu ha evidenziato come l’inquinamento atmosferico è correlato a un evidente peggioramento della sintomatologia bronchitica e come il danno alle mucose delle vie respiratorie facilita la penetrazione degli allergeni, incrementando quindi il rischio di sensibilizzazioni e allergie. Per quanto riguarda il tumore al polmone, il rischio di ammalarsi è di 1,5-2 volte superiore per chi vive in aree urbane rispetto agli abitanti di zone rurali.

Il dr. Paddeu ha elencato tra i principali inquinanti atmosferici: biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), le particelle sospese.

Antonio Paddeu, ha ricordato che non esiste un registro tumori ed è quindi molto difficile ottenere dati epidemiologici e dati relativi ai decessi per tumore nei comuni della Brianza.

Riportiamo una tabella dei principali inquinanti, le rispettive sorgenti, gli effetti sulla salute e i valori limite.

INQUINANTE
SORGENTE
EFFETTI SULLA SALUTE
VALORE LIMITE
BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2) Uso di combustibili fossili (carbone e derivati del petrolio). Azione irritante sulle mucose delle congiuntive e delle vie. Provoca crisi asmatiche, in particolare in soggetti predisposti. LIVELLO DI ATTENZIONE: 125 mg/m3(media giornaliera)LIVELLO DI ALLARME: 250 mg/m3 (media giornaliera)
OSSIDI DI AZOTO (NO, NO2) Processi di combustione derivanti da autoveicoli, impianti di riscaldamento e impianti industriali Riduzione della funzionalità respiratoria e dei meccanismi di difesa polmonare, più evidenti in bronchitici, asmatici, anziani e bambini. Infiammazione delle mucose delle vie aeree superiori, infezioni respiratorie profonde. 200 mg/m3 (media oraria)
POLVERI (Particelle Totali Sospese/PTS) POLVERI (Particelle Totali Sospese/PTS) L’azione nociva varia in rapporto alle dimensioni delle particelle (minore il diametro e maggiore la pericolosità del particolato). Il PM10 da 30 a 150 µg/m3 è associato a incremento di mortalità cardiorespiratoria, infezioni e flogosi respiratorie, reattività bronchiale e crisi respiratorie acute nei bambini, nonché a una aumentata richiesta di medicine in adulti e bambini con asma e decremento della funzionalità respiratoria in bambini normali. LIVELLO DI ATTENZIONE: 150 mg/m3 (media giornaliera) LIVELLO DI ALLARME: 300 mg/m3 (media giornaliera)
IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (IPA) benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene, dibenzo(a,h,)antracene,indeno(1,2,3-cd)pirene, benzo(j)fluorantene Autoveicoli, grandi impianti di combustione e di incenerimento. gli IPA emessi nella atmosfera allo stato gassoso tendono a condensarsi ed adsorbirsi al materiale corpuscolato, riuscendo, mediante inalazione, a penetrare a livello degli alveoli polmonari, ove è documentato il loro effetto pro-cancerogeno. §200 mg/m3 (media di 3 h consec.)
MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) Processi di combustione in carenza di ossigeno, (motori a scoppio, impianti di riscaldamento e industriali). Fumo di sigaretta. Favorisce lo sviluppo di ischemia miocardica aumentando il rischio di malattie cardiovascolari LIVELLO DI ATTENZIONE: 15 mg/m3 (media oraria)LIVELLO DI ALLARME:30 mg/m3 (media oraria).
PIOMBO Emissioni di gas di scarico di autoveicoli alimentati a benzina addizionata con piombo tetraetile o tetrametile quale antidetonante. E’ inoltre emesso nell’atmosfera da numerosi impianti industriali. Il Pb, veicolato agli alveoli polmonari dalle particelle di circa 1 micron di diametro, si lega ai globuli rossi e si diffonde nei tessuti, nel midollo osseo e nel sistema nervoso periferico (saturnismo). Possibili effetti cardio e cerebrovascolari. LIMITE DI ACCETTABILITA’: 2 mg/m3 (media delle conc. medie/24 h/anno)
OZONO (O3) Mentre nella stratosfera l’O3 svolge un’importantissima funzione protettiva per l’uomo, perché filtra le radiazioni UV, nella troposfera il surplus di ozono, prodotto per effetto delle radiazioni solari durante la stagione estiva, su alcune sostanze presenti in atmosfera, derivanti dal traffico autoveicolare, entra nella composizione dello “smog fotochimico”. Azione tossica ed irritante sulle mucose respiratorie e congiuntivali, in virtù delle sue proprietà ossidanti. Nelle esposizioni croniche:cefalea, letargia ed alterazione delle fasi del sonno verosimilmente secondari ai livelli di serotonina. LIVELLO DI ATTENZIONE: 180 mg/m3 (media/h) LIVELLO DI ALLARME: 360 mg/m3 (media/h)
BENZENE (C6H6) Emissioni dei veicoli a motore e perdite per evaporazione durante la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti petroliferi. Penetra nell’organismo soprattutto per inalazione ed è assorbito nel sangue sino al 50%. E’ classificato tra le sostanze di accertata cancerogenicità (leucemia) INDICE DI QUALITA’:1O mg/m3(media annua oraria)

Lisa Nitti ha evidenziato la difficoltà di ottenere dati dal comune di Merone. I pochi dati che sono stati ottenuti però presentano aspetti preoccupanti. Dal rapporto della Campagna di misura dell’inquinamento atmosferico del Laboratorio Mobile ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) per il periodo 02.10.02-05.11.2002, emerge quanto segue:

  • BIOSSIDO DI ZOLFO 'un’importante sorgente è costituita dalla ex-Cementeria di Merone, oggi Holcim spa, che secondo INEMAR 97, con le sue 650t/anno contribuisce al 36% delle emissioni stimate sull’intera provincia di Como' >>(pag. 9).
  • OSSIDI DI AZOTO 'Le emissioni di OSSIDI DI AZOTO nel comune di Merone sono anch’esse associate quasi totalmente alla ex-Cementeria di Merone (2652 t/anno). Le emissioni di ossidi di azoto riconducibili alle autovetture e soprattutto ai mezzi pesanti risultano essere in termini assoluti pari a 25 t/anno. Complessivamente Merone incide per circa un quarto delle emissioni totali stimate sul territorio comasco per gli ossidi di azoto.'
  • PM 10 ' Per quanto riguarda il particolato fine (PM10) le principali sorgenti all’interno del comune di Merone si ritrovano ancora nei processi industriali (56 t/anno) e nel trasporto su strada (2,5 t/anno).' (…) Durante il periodo di misura si sono verificati numerosi superamenti dei limiti di legge: per 14 volte su 33 le concentrazioni di PM10 sono state superiori ai 50 µg/m3, limiti che nella nuova Deliberazione Regionale della Lombardia fanno scattare provvedimenti per il contenimento degli episodi acuti di inquinamento atmosferico >> (pagg. 10 –11). Il limite è stato superato 14 volte su 33, a fronte di una norma che prevede al massimo 35 superamenti in un anno, ha commentato Lisa Nitti, ricordando che in quei giorni a Merone si sarebbe dovuto decretare il blocco del traffico, misura che NON è mai stata presa.

Lisa Nitti ha poi indicato tra i principali obiettivi della Rete delle Donne della Brianza quello di esercitare pressioni sui sindaci perché si oppongano A) al Piano dei Rifiuti della Provincia di Como in relazione all’incenerimento di CDR nel cementificio di Merone e B) all’incenerimento di qualsiasi rifiuto nel cementificio di Merone. Sono state ricordate le azioni intraprese dalla rete: raccolta e diffusione di informazioni, sito Internet, petizione popolare, contatti con la stampa; e i successi ottenuti finora: la costante attenzione della stampa locale, oltre 500 visite al sito, le oltre 3000 firme raccolte; e, indirettamente: 3 osservazioni al Piano (Orsenigo, Lambrugo, Merone); la delibera del Comune di Erba.

La tavola rotonda
Alla tavola rotonda erano stati invitati a partecipare con lettera ufficiale: il presidente della Provincia Carioni, l’assessore all’ambiente Cattaneo, l’assessore alla Solidarietà Sociale e alla Sanità Frigerio, il Presidente dell’Ente Parco Valle Lambro Ascari, il sindaco di Merone Brindisi e il presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi di Merone Fumagalli.

Presenti alla tavola rotonda, che è iniziata alle 23 circa, sono stati solo il sindaco di Merone Brindisi e il presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi di Merone Fumagalli.

Il Sindaco di Merone Pietro Brindisi ha elencato le tappe fondamentali nella storia della cementeria di Merone e ha ricordato la difficoltà della verifica dei dati acquisiti finora, nonostante l’esistenza delle commissioni di controllo istituite dalla precedente amministrazione. Ha inoltre ribadito il suo impegno a favore di controlli accurati per verificare la qualità dell’aria.

Il presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi di Merone Fumagalli ha elencato le tipologie di rifiuti che il cementificio di Merone è autorizzato a bruciare nei propri forni e i relativi quantitativi, sottolineando come gli utili dell’azienda derivino non tanto dalla produzione di cemento, quanto proprio dallo smaltimento di rifiuti industriali. Se il CDR fosse di qualità e meno inquinante dei combustibile tradizionali, ha sottolineato Fumagalli, l’azienda pagherebbe per acquistarlo sul mercato, invece di essere pagata per bruciarlo. Fumagalli ha concluso chiedendo la chiusura dell’impianto della Holcim.

Il dibattito
All’Assemblea erano stati invitati a partecipare con lettere di invito anche: tutti i capigruppo della Provincia di Como, il presidente della commissione ecologia della Provincia di Como Seroldi, i sindaci di tutti i comuni elencati nella petizione, a cui si sono aggiunti anche i comuni di Asso, Oggiono, Arosio e Carugo.

Erano presenti in sala anche diversi sindaci, assessori e consiglieri, in rappresentanza dei comuni di: Monguzzo, Rogeno, Erba, Lambrugo, Canzo, Pontelambro, Albavilla, Pusiano, Asso, Costamasnaga e Magreglio (speriamo di non averne dimenticato nessuno).

Il presidente della commissione ecologia della Provincia di Como Seroldi ha scritto una e-mail alla Rete delle Donne della Brianza la mattina di mercoledì 30 giugno per comunicare il suo rammarico per non avere potuto essere presente e chiedendo di fissare con noi un incontro. Abbiano risposto la settimana dopo, ma il presidente era impegnato fino al 26 di luglio e ha suggerito di rimandare l’incontro a settembre.

L’unico consigliere provinciale presente all’assemblea è stato Massimo Patrignani (Rifondazione Comunista), che è intervenuto illustrando i dettagli e i retroscena del piano dei rifiuti.

Il dibattito ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, con domande e osservazioni che hanno toccato vari aspetti, dal piano dei rifiuti all’azione della Rete delle Donne della Brianza, dai metodi di riciclaggio alle situazioni locali.

 
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