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15 dicembre 2018
   
     
  Incenerimento dei Rifiuti nel Cementificio di Merone: Rischi per la salute e alternative possibili  
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Sabato 27 Novembre 2004, ore 21.00, aula magna scuole medie di Merone Rete Donne Brianza e il Circolo Ambiente Ilaria Alpi di Merone hanno organizzato una:

ASSEMBLEA PUBBLICA sul tema:

Incenerimento dei Rifiuti nel Cementificio di Merone:
Rischi per la salute e alternative possibili

Relatori: Lisa Nitti, presidente Rete Donne Brianza, Roberto Fumagalli, Presidente Circolo Ambiente Ilaria Alpi

Erano presenti: il sindaco di Merone Pietro Brindisi, l’assessore all’ambiente di Merone Massimo Petrollini, i consiglieri provinciali Massimo Patrignani (RC) e Achille Moioli (FI), l’assessore all’ambiente di Erba Franca Maio, il consigliere di Erba Pietro di Lascio, altri rappresentanti locali. Il sindaco di Canzo ha inviato un messagio di saluto. Un centinaio di cittadini molto interessati ha partecipato all’assemblea con numerose domande.

Lisa Nitti ha parlato dei rischi di accumulo di diossine e metalli pesanti, già presenti per il nostro territorio, dato che il cementificio di Merone è già un inceneritore di dimensioni notevoli (è autorizzato a bruciare già circa 100.000 tonnellate all’anno di rifiuti industriali, quantità pari a quella bruciata dall’inceneritore di Piacenza e da quello di Bolzano). I dati indicano maggiori rischi di tumori, malattie respiratorie, malattie cardiovascolari, asma, allergie. Il Piano consentirà alla Provincia di stipulare convenzioni con impianti industriali privati per lo smaltimento dei rifiuti urbani e il cementificio di Merone è il principale impianto industriale della provincia di Como in grado di bruciare rifiuti.

In ottobre la Rete delle Donne della Brianza si è costituita in un’associazione senza scopo di lucro denominata Rete Donne Brianza. L’obiettivo è dire no ai rifiuti a Merone - qualsiasi tipo di rifiuto. Gli strumenti: la difusione di informazioni, un referendum consultativo comunale a Merone, raccolta di dati e analisi ambientali.

Roberto Fumagalli ha detto che la Provincia di Como stima un aumento dei rifiuti prodotti nei prossimi 5 anni, e si pone l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata in provincia di Como. Se la raccolta differenziata fosse il 70%, non ci sarebbe bisogno di altri inceneritori. Erba ha raggiunto in pochi mesi questo risultato, dimostrando che è del tutto fattibile.

In Lombardia esistono 12 inceneritori su un totale di 42 in tutta Italia. Fatti i relativi calcoli, se facessimo veramente riciclaggio e compostaggio, sarebbero più che sufficienti !

Tanto Lisa Nitti quanto Roberto Fumagalli hanno lamentato la scarsità di informazioni e l’assenza di risposte alle proprie richieste di dati da parte dell’amministrazione comunale di Merone. Il Sindaco di Merone Pietro Brindisi ha risposto ammettendo che il comune non dispone dei dati richiesti. Ha ribadito la propria contrarietà alla trasformazione del cementificio in inceneritore, esplicitata, ha detto, nella prima osservazione al Piano (fatta come lista civica 'Insieme per Merone' prima dell’elezione a sindaco). Il sindaco ha affermato di non avere fiducia nei controlli ('il controllore è anche il controllato'), ma di avere accettato con altri sindaci la proposta di controlli avanzata dalla Provincia. Ha i inoltre citato un’indagine epidemiologica promessa dalla provincia.

 
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