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15 dicembre 2018
   
     
  Studio ambientale ed epidemiologico – a quale scopo e con quali criteri ?  
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COMUNICATO STAMPA 04.05 La stampa locale ha recentemente ripreso la notizia, già uscita a febbraio, dello studio ambientale ed epidemiologico che l’Amministrazione Provinciale di Como intenderebbe fare per verificare il grado di inquinamento e lo stato di salute dei cittadini.

A quanto ci risulta si tratta uno studio ambientale ed epidemiologico del valore complessivo di 70.000 euro (20.000 a carico dei comuni interessati, 1000 euro a comune) che coinvolgerebbe una ventina di comuni intorno a Merone, in un’area quindi molto vasta.

Ciò che stupisce è che i comuni e la Provincia enfatizzano l’importanza di questo studio senza fornire ai cittadini la benché minima informazione sugli scopi e sulla natura dello stesso.

Sugli scopi. Ipotizzando che da questi controlli risulti che la situazione dell’inquinamento e della salute è “nella norma”, ciò legittimerebbe l’impiego dei forni della Holcim per bruciare altri e diversi rifiuti, oltre alle 100.000 tonnellate di rifiuti industriali che l’azienda è già autorizzata a smaltire, trasformandola a tutti gli effetti in un mastodontico inceneritore?

Nelle zone intorno agli inceneritori, secondo studi effettuati in Francia e negli USA, i livelli di diossina sono di 30-50 volte superiori ai livelli ammessi per legge e si registrano aumenti nell’incidenza di vari tumori. Se la situazione in Brianza non è già a questi livelli, vogliamo che lo diventi ?

Sui criteri e i metodi dello studio. Si parla genericamente di: complesse analisi su fumi e sulle polveri sottili. Ebbene, vorremmo sapere:

  1. quali inquinanti verranno ricercati e come? Verranno misurate le emissioni di composti chimici persistenti e bioaccumulabili come PCB, FURANI e DIOSSINE, la cui tossicità è aggravata dal loro persistere e accumularsi nell’organismo?
  2. quali fattori di arricchimento (metalli) verranno ricercati nelle polveri sottili? - saranno compresi metalli riconducibili alla combustione dei rifiuti industriali, come ad esempio cromo, cadmio, zinco, e piombo? E se i valori di piombo riscontrati saranno alti, l’ARPA della Lombardia continuerà a sostenere che dipendono dal traffico, quando dal 2002 l’introduzione della benzina verde ha praticamente eliminato il contributo della circolazione autoveicolare alla concentrazione in aria di questo metallo?
    (Fonte:ARPA dell’Umbria http://www.arpa.umbria.it/canale.asp?id=450).
  3. quali saranno le dimensioni delle polveri sottili esaminate? Tra le polveri sottili le più pericolose sono quelle denominate fini e ultrafini (PM 2,5 e PM 0,1) molto più insidiose del più noto PM10. Le polveri ultrafini (PM 0,1) non pesano quasi nulla, passano attraverso qualsiasi filtro e sono praticamente invisibili. Sono estremamente dannose per la salute, tanto più se sono “arricchite” dai metalli pesanti di cui sopra. La legge pone limiti alle polveri in termini di peso e massa, ma il rischio per la salute di queste particelle dipende invece dal loro numero.
  4. Sullo studio epidemiologico. L’epidemiologia è la branca della medicina che studia le cause e le leggi della diffusione delle malattie. Di quali patologie si vogliono ricercare le cause e esaminare la diffusione? Per quanto riguarda i tumori, sappiamo che a Como non esiste un registro dei tumori ed è quindi molto difficile risalire alle morti per tumore nel nostro territorio. Come verrà risolto il problema e su quali tipi di tumore si concentrerà l’indagine ? Verrà creato un registro dei tumori ?

Temiamo che questo studio, così vago nelle premesse, produca dati altrettanto vaghi e generici, con il solo scopo di rassicurare le popolazioni e procedere alla firma di convenzioni per lo smaltimento dei rifiuti su larga scala nei forni della Holcim.

Abbiamo raccolto decine di studi di autorevoli istituti scientifici di tutto il mondo che non lasciano dubbi sui gravi danni alla salute dell’incenerimento dei rifiuti e una vasta documentazione sui vantaggi di soluzioni alternative.

La salute dei cittadini deve venire prima degli interessi economici che muovono il grande affare dei rifiuti.

 
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