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15 dicembre 2018
   
     
  Monitoraggio in continuo  
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Ottobre 2005

Rete Donne Brianza reagisce con perplessità alla notizia circa la possibilità di collegare in rete il comune di Merone alla Holcim per avere in tempo reale i dati del monitoraggio in continuo.

Stupisce leggere con quali enfasi il sindaco di Merone si fa vanto di questa iniziativa, dopo che per anni si è battuto dai banchi dell’opposizione per avere garanzie concrete e non di facciata sulle emissioni del cementificio.

Nell’aprile del 2003, riferendosi all’allora sindaco Redaelli, in un comunicato stampa del gruppo consiliare Insieme per Merone, il Pietro Brindisi dichiarava: “C’è davvero da restare allibiti davanti ad un sindaco che, su un problema che implica rischi devastanti per migliaia di cittadini, si accontenta semplicemente delle garanzie date, anziché da controllori al di sopra delle parti, nientemeno che dagli stessi controllati”. Concludeva citando allarmanti dati sulle morti per tumore nell’hinterland meronese e lanciando un appello affinché, su un problema così grave, la decisone sulla cementeria-inceneritore fosse lasciata ai cittadini tramite un referendum popolare.

Ricordo al sindaco che 10.000 persone, tra cui lui stesso, hanno firmato la petizione popolare di Rete Donne Brianza contro l'incenerimento di qualsiasi tipo di rifiuto nel cementificio Holcim.

Ricordo inoltre i dati esistenti, che le amministrazioni comunali di Merone e Monguzzo hanno richiesto (e pagato con i soldi dei cittadini) per lasciarli nel cassetto: le Relazioni dei Laboratori Mobili dell’ARPA per Merone (2002) e Monguzzo (2003) mettono bene in evidenza il contributo pesante dell’inquinamento della Holcim: il 36% del Biossido di zolfo e il 25% degli ossidi di azoto dell’intera in Provincia di Como. 56 tonnellate annue di Pm10 rispetto a 2,5 t/anno dovuti al traffico. Un Pm 10 che risulta contaminato da metalli pesanti come cromo, vanadio, piombo, bromo, nickel, i cui valori sono 2, 3 anche 4 volte superiori ai valori di Como.

Inoltre, da uno studio sui venti e sulle zone di ricaduta delle polveri del periodo 1989-1992 sembrerebbe che le zone di maggiore ricaduta siano nella maglia intorno a Lambrugo e Lurago d’Erba. Da allora il camino principale è stato alzato, quindi suppongo che a valle del cementificio nella zona sotto vento la concentrazione di inquinanti sia ulteriormente aumentata.

 
 
 
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