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21 luglio 2017
   
     
  La nostra Risposta alle dichiarazioni della Holcim  
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NO AI RIFIUTI NELLA CEMENTERIA DI MERONE
Risposta aperta alla Holcim

Recentemente la Holcim ha pubblicato una lettera aperta sul giornale locale La Goccia Briantea e altre dichiarazioni sono state riportate sulla stampa locale. Lo scopo di queste dichiarazioni era di mostrare trasparenza e di rassicurare , ed è da questi due propositi che partiremmo.

Rassicurazione : La Holcim nega che il cementificio si sia trasformato in “impianto di termovalorizzazione dei rifiuti”. Ebbene, in base alla delibera regionale citata dalla Holcim (n. 5476 del 14.04.05) il cementificio è anche un “impianto ... autorizzato ... all’esercizio delle ... operazioni di recupero ... di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi ” ovvero non è più, da tempo, solo un impianto per la produzione di clinker ma anche un impianto soggetto alla normativa sui rifiuti . Inoltre, l’attività di combustione di rifiuti, pericolosi e non, della Holcim di Merone (combustibili sostitutivi, farine animali, fanghi) deve adeguarsi entro il 28 febbraio 2006 anche alla Direttiva Europea sull’incenerimento e co-incenerimento dei rifiuti (recepita con il Dlgs 133/2005).

Trasparenza : vogliamo sottolineare le enormi difficoltà che incontrano le Associazioni e i privati cittadini nell’acquisire documentazione dettagliata circa l’attività della Holcim. Abbiamo dovuto rivolgerci al CODACONS (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dei Consumatori) per poter chiedere di acquisire documenti pubblici in possesso degli enti competenti. A titolo esemplificativo vorremmo conoscere (avere copia dei documenti):

a) i risultati analitici delle emissioni in continuo e delle misurazioni periodiche annuali previste dalle autorizzazioni regionali vigenti;
b) le analisi dei “combustibili sostitutivi” (rifiuti) che vengono bruciati presso il cementificio;
c) le dichiarazioni ambientali (MUD) degli ultimi anni, con indicate le quantità per tipologia dei rifiuti “recuperati” presso l’impianto;
d) analisi (di enti indipendenti) sulle caratteristiche del cemento e delle emissioni in “bianco” ovvero senza l’utilizzo di rifiuti e con l’utilizzo dei diversi combustibili sostitutivi;
e) ove presentati, copia delle comunicazioni annuali di cui all’art. 10 del DLgs 372/1999 (sulla riduzione e prevenzione integrata dell’inquinamento);
f) contenuto e stato dell’iter relativo alla richiesta per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (che per i cementifici doveva essere presentata alla Regione Lombardia entro il 30 giugno 2005) ovvero se e dove è stata depositata per la consultazione del pubblico (art. 5 Dlgs 59/2005);

Questa sarebbe trasparenza !!

La Holcim ha dato molto risalto al concetto di Sviluppo Sostenibile , senza però darne una definizione. Provvediamo dando quella adottata dall’ ONU : “Sviluppo che soddisfa i bisogni dell'attuale generazione, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Inoltre per la Comunità Europea le linee di intervento dovrebbero essere ispirate ai principi di: PRECAUZIONE; AZIONE PREVENTIVA; INQUINAMENTO RISOLTO ALLA FONTE; CHI INQUINA PAGA.

La petizione popolare dell’Associazione Rete Donne Brianza ha raccolto in poco tempo circa 10.000 (diecimila) firme di privati cittadini preoccupati della termodistruzione di rifiuti urbani in impianti privati. Di quale responsabilità civile parla dell’azienda, se non tiene nella benché minima considerazione le preoccupazioni di una così ampia fetta delle popolazioni locali ?

In sintesi: BRUCIARE RIFIUTI GENERANDO DIOSSINE E PCB NON È IL MODO PIÙ ECOLOGICO DI RISOLVERE UN PROBLEMA. Da tempo noi auspichiamo un rafforzamento delle politiche di “ Rifiuti-zero ”, grazie alle quali: 1. i rifiuti si riducono alla fonte; 2. si riciclano e diventano vere risorse non inquinanti per la comunità. Questo per noi è un principio di Sviluppo Sostenibile .

 
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