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28 marzo 2017
   
     
  BIOMONITORAGGIO TRAMITE LICHENI  
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23 febbraio 2009 - IL BIOMONITORAGGIO TRAMITE LICHENI CONFERMA COMPROMISSIONE DELLA QUALITA’ DELL’ARIA NEL COMPRENSORIO DI MERONE

Dopo lo studio dell’ottobre 2006 “Contaminazione da Metalli nei Terreni intorno al cementificio Holcim di Merone”, da noi commissionato al dr. Valerio dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, Rete Donne Brianza si appresta a presentare un secondo importante lavoro: “Biomonitoraggio dell’inquinamento atmosferico da metalli pesanti mediante l’impiego di licheni trapiantati nel comprensorio di Merone”, realizzato dal Prof. Sanità di Toppi e dalla dr.ssa Vurro del Dipartimento di Biologia Evolutiva e Funzionale dell’Università degli Studi di Parma.

Questo studio è stato effettuato allo scopo di valutare il possibile impatto inquinante del cementificio Holcim di Merone in termini di emissione in atmosfera di metalli pesanti in grado di depositarsi ed eventualmente accumularsi negli organismi viventi, e in particolare nei licheni.

I licheni sono organismi “monitor” molto importanti per gli studi di biomonitoraggio dell’inquinamento, in quanto consentono di ottenere dati sugli effetti combinati degli inquinanti sugli esseri viventi e di valutarne le concentrazioni medie su vaste aree.

Lo studio è durato oltre un anno (ottobre 2007 - novembre 2008) ed è stato effettuato tramite il trapianto di “talli” lichenici in una quindicina di siti, nei comuni di Merone e in 7 comuni limitrofi. I metalli presi in esame sono stati: Arsenico, Cromo, Cadmio, Nichel, Piombo, Rame, Selenio, Tallio, Vanadio e Zinco.

Dalle analisi effettuate emerge che i licheni collocati a Merone presentano valori di concentrazione dei metalli ben più alti rispetto ai siti di riferimento, e ciò indica che la qualità dell’aria del comprensorio di Merone è alquanto compromessa, soprattutto sulla direttrice est-ovest rispetto ad Holcim. Inoltre, i grafici di ricaduta indicano che allontanandosi da Holcim, la concentrazione dei metalli nei licheni diminuisce gradualmente.

Lo studio conclude di non potere escludere che: in considerazione delle quantità e delle tipologie di combustibili tradizionali ed alternativi impiegati da Holcim, delle modalità di stoccaggio della materia prima, delle modalità di produzione e trasporto del clinker e in base alle conclusioni del precedente “Studio sulla contaminazione da metalli nei terreni intorno al cementificio Holcim di Merone” (Valerio, 2006), i metalli rinvenuti nei talli lichenici analizzati possano provenire in larga parte dalla Holcim di Merone.

Pertanto lo studio richiama la necessità URGENTE di effettuare ulteriori e più mirate indagini di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico nel comprensorio di Merone, per quanto concerne in particolare i metallici tossici, prima di prendere atto tardivamente della compromissione dello stato dell’ambiente, a quel punto difficilmente reversibile, e di possibili patologie a diffusione ricorrente nelle popolazioni residenti.

Lo studio verrà presentato dagli autori il 6 marzo alle 21.00 al palazzo Zaffiro Isacco di Merone. Alla conferenza parteciperà anche il dr. Federico Valerio dell’IST di Genova, uno dei massimi esperti italiani sullo smaltimento dei rifiuti e autore dello studio sui metalli nei terreni intorno al cementificio Holcim di Merone.

 
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