logo alto
logo basso
15 dicembre 2018
   
     
  Maggio 2010  
spacer
     
 
Comunicato Stampa, Rete Donne Brianza, maggio 2010

La richiesta di Holcim SpA di modificare la destinazione d’uso dei terreni di sua proprietà nella zona di Nobile ha suscitato un vivace dibattito tra i consiglieri del comune di Monguzzo.

L’architetto Daniela Andreani, consigliere di minoranza del comune di Monguzzo (Lega Nord) ha inviato all’attenzione del sindaco una richiesta scritta per chiedere spiegazioni sull‘utilizzo che l’azienda farebbe di questa vasta area, attualmente adibita ad uso agricolo. Sono ormai passati due mesi, ma non ha ancora ricevuto nessuna risposta.

Ufficialmente Holcim intenderebbe costruire un capannone, per scopi non meglio specificati. Nel frattempo si torna a parlare di CDR. Il consulente del comune di Monguzzo e Merone, Renato Bargna, durante un recente incontro, ha dichiarato che il CDR è il combustibile meno inquinante tra quelli attualmente utilizzati dalla Holcim e che non ci sono dati scientifici certi sugli effetti nocivi delle diossine. Ricordiamo che il dott. Bargna ha lavorato per molti anni per Ecodeco, una nota società di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Rete Donne Brianza ha già raccolto 10.000 firme contro l’incenerimento dei rifiuti a Merone e sostiene l’iniziativa dei gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Monguzzo Lega Nord e Lista Civica Monguzzo per Te di raccolta di firme contro la modifica di destinazione d’uso di questi terreni.

Questa è un’occasione molto importante per i cittadini di arrestare il degrado ambientale dell’intera Brianza!!

Approfondimento - Cos’è il CDR?

Il Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR) altro non è che spazzatura essiccata e compattata. L’ecoballa può contenere fino al 50% in peso di rifiuti riciclabili come plastiche non clorurate (PET, PE, ecc.), imballaggi in plastica-alluminio-carta, gomme sintetiche non clorurate, resine e fibre sintetiche non contenenti cloro (il cloro deve essere evitato perché la sua combustione genera diossine). Tuttavia, per essere conveniente in termini di calore generato, il CDR deve essere ricco di elementi quali carta e plastiche, rendendo vani i tentativi di raccolta differenziata e di uso consapevole dei materiali post-comsumo. Inoltre, anche se la normativa prevede l'assenza di cloro, non è facile controllare il rispetto di questa norma, soprattutto se l’impresa incaricata è privata. Recentemente l’inceneritore di Pietrasanta è stato oggetto d'inchiesta della magistratura lucchese a causa delle presunte manomissioni al software dell'impianto che avrebbero segnalato valori di diossina inferiori rispetto alla realtà. Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione Europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto, ma un rifiuto, e deve come tale sottostare alle norme di sicurezza relative.

 
Torna all'inizio        
 
sfondocolonna © 2004 - 2018 - Rete Donne Brianza - All rights reserved