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26 febbraio 2017
   
     
  Lettera di RDB ai consiglieri 10.05.04  
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LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA CARIONI con preghiera di trasmettere al Presidente del Consiglio Bongiasca e consegnata in copia ad ogni singolo consigliere, il giorno della seduta del 10 maggio 2004 dalle rappresentanti della Rete delle Donne della Brianza presenti.

Ai 30 Consiglieri dell’Amministrazione Provinciale di Como

La Rete Donne della Brianza ritiene che il Piano Provinciale Rifiuti all’o.d.g. 19 aprile 2004 che Lei è individualmente chiamato a legittimare tramite la Sua approvazione presenti notevoli omissioni di ordine ambientale e scientifico in relazione alle doverose garanzie per specifici interventi, la cui attuazione potrebbe diventare tragico mutamento epocale per la salute della gente e per l’ambiente dei monti e dei laghi Briantei, celebrati nel mondo per la loro bellezza.

Il Piano Provinciale asseconda il dettato della Legge Regionale 12/12/2003 n. 26 per quello che riguarda la gestione privatizzata dei rifiuti sul territorio lombardo nelle mani della Regione. Ma è latitante per quando concerne i principi della salute individuale e collettiva ( art. 20 comma 1), collegati all’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione di impianti d’incenerimento rifiuti e di spazi riservati alla loro lavorazione (art. 20 comma 4e).

Nel Piano in approvazione non vi è traccia dell’inidoneità di zone considerate nel Piano vigente, come l’erbese. Per quest’area che presenta aspetti di pregio naturalistico, come un ecosistema lacustre che è sito di interesse comunitario e la Riserva Naturale del Lago d’Alserio, mancano precisi riferimenti a leggi di tutela e ai vincoli della legge Ronchi. Il Parco della Valle del Lambro ha inserito l’area della Cementeria di Merone in un cosiddetto Parco Regionale (caso unico in Europa). Vi è la totale assenza di riferimenti scientifici a studi sui particolari fenomeni di subsidenza che caratterizzano le zone dei laghi Briantei, dove le correnti ascensionali sono rimandate a terra dall’incontro con una barriera di venti freddi provenienti dal Nord. I fumi con i loro sottili componenti tossici si abbattono sui terreni e sulle coltivazioni, per i quali mancano analisi di anomalie già verificabili. Sulle avviate sperimentazioni, di cui parla l’Assessore all’Ecologia Cattaneo (vedi quotidiano La Provincia 21/04/04), mancano esiti medico-scientifici anche su certe patologie già in preoccupante crescita.

Nel Piano non c’è traccia degli studi scientifici di tutto il mondo, né delle soglie di attenzione fissate dalla Commissione Europea, in base ai quali risulta chiaro che i forni delle cementerie producono diossina, ed anche a temperature elevate questa si ripropone con l’impatto di aria fredda nel raggio di 4 km. (vedi relazione EPA al senato americano). Questi e altri studi approfonditi, in riferimento ai propositi di utilizzo della cementeria caldeggiati dall’Ass. Cattaneo, non sono considerati nel Piano.

Non c’è poi presenza di un preciso progetto di impianto atto all’incenerimento di basso impatto ambientale per i fabbisogni della provincia, come oggi costruiti in Europa.

Non esiste relazione scientifica che avvalori il monitoraggio annunciato, che rileva i fumi all’uscita dei camini, e non quello che entra nei forni e non i residui sparsi nel vasto territorio. E’ sotto gli occhi di tutti il disastro di Brescia, che era monitorato!

La mancanza di riferimenti nel Piano a questi ed altri studi non dà al territorio e alla sua gente garanzie di innocuità per un impianto che è destinato all’incenerimento di rifiuti provenienti da tutta Italia. Lei, Consigliere, delegato dalla gente a verificare la mancanza di garanzie sulla pericolosità di interventi che potrebbero essere letali per la salute pubblica, tenga conto che la Sua personale responsabilità va ben oltre il voto che è chiamato ad esprimere.

Rete Donne della Brianza

 
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