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29 maggio 2017
   
     
  VIVERE PRESSO UN INCENERITORE AUMENTA LA PROBABILITA’ DI CONTRARRE UN CANCRO  
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Articolo di www.inceneritori.org del luglio 2000.

I risultati di uno studio epidemiologico effettuato da ricercatori dell’Università di Besancon (Francia).

Gli abitanti che vivono nei pressi dell’inceneritore per rifiuti urbani di Besancon, Francia, hanno una probabilità di contrarre un cancro superiore a quella del resto della popolazione. Lo studio, pubblicato nel giugno 2000 dall’"American Journal of Epidemiology" (*), la più prestigiosa rivista mondiale del suo genere, ha avuto una certa eco in Francia dove funzionano, fra molte polemiche, circa 250 inceneritori, ma non ci pare sia stata riportata sulla stampa italiana, dove la lobby dell’incenerimento sta producendosi in un notevole sforzo propagandistico. Le notizie che riportiamo sono tratte dal sito del Centro nazionale d’informazione indipendente sui rifiuti (www.cniid.org). Per contatti CNIID, 51 rue du FBG St-Antoine, 75 011 Paris.

Alcuni ricercatori dell’Università di Besancon hanno analizzato, con la partecipazione del Registro dei tumori di Doubs, diretta emanazione del Ministero della sanità, la ripartizione dei linfomi non-hodgikiani (LNH) e dei sarcomi dei tessuti molli (STM) a livello di dipartimento. I due "aggregati" - o concentrazioni di cancri - si trovano fra la popolazione che vive nei pressi dell’inceneritore di rifiuti urbani di Besancon. Come per ogni studio epidemiologico è obbligatorio ricordare i suoi limiti, onestamente ricordati dagli autori che però nelle loro conclusioni sostengono che l’insieme dei dati descrittivi spaziali e temporali sono compatibili con una responsabilità potenziale delle diossine prodotte dall’inceneritore anche se allo stadio attuale delle ricerche non è possibile stabilire un legame certo causa-effetto. Solo degli studi individuali permetteranno di avanzare in tale campo.

Fra i punti di forza di questo studio c’è il fatto che esso si basa su dati raccolti in un registro ufficiale dei tumori, tenuto come si è detto dal Ministero della Sanità, e che i risultati simili ottenuti fra gli uomini e le donne escludono possibili cause derivate da attività lavorative e indirizzano la ricerca su eventi ambientali. Anche il grado di approssimazione è pienamente soddisfacente: per quanto riguarda il sarcoma per esempio esistono solo quattro probabilità su mille che la concentrazione di casi attorno all’inceneritore sia dovuta al caso. In definitiva lo studio stima che la coerenza dei risultati per i sarcomi dei tessuti molli e per i linfomi non-hodgikiani sia notevole.

Lo studio francese dovrebbe far sorgere dei dubbi fra quegli amministratori che ritengono che l’incenerimento dei rifiuti sia un sistema comodo e veloce per risolvere il problema dei rifiuti. Naturalmente ci riferiamo e coloro che non hanno ancora "incassato" le attenzioni dei molti commessi viaggiatori delle multinazionali dell’incenerimento che stanno girando l’Italia per piazzare i loro inquinanti impianti.

M.P. (*) "Sotf-Tissue Sarcoma and Non-Hodgkin’s Lymphoma Clusters around a Municipal Solid Waste Incinerator with High Dioxin Emission Levels", di J.F. Viel, P. Arveux, J. Baverel,, J-Y Cahn, in American Journal of Epidemiology, 26 giugno 2000,.

 
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