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15 dicembre 2018
   
     
  COSA HANNO OTTENUTO LE VOSTRE 10.000 FIRME  
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10.000 FIRME CONTRO IL PIANO DEI RIFIUTI

Lunedì 13 dicembre 2004 è stato definitivamente approvato il Piano dei Rifiuti della Provincia di Como, che consente alla Provincia di firmare convenzioni con impianti industriali privati per lo smaltimento dei rifiuti urbani, aprendo la strada all’utilizzo del cementificio di Merone come inceneritore.

Con la sua petizione popolare (10.000 firme raccolte tra maggio e dicembre 2004) Rete Donne Brianza è stata protagonista di una protesta, grazie alla quale molti comuni hanno presentato osservazioni e mozioni contro il Piano dei Rifiuti.

COSA ABBIAMO OTTENUTO

La Provincia si è vista costretta ad inserire un emendamento al Piano, in base al quale qualsiasi convenzione per lo smaltimento di rifiuti urbani a Merone dovrà definire particolari forme di controllo ambientale e sanitario, “condivise” con le amministrazioni locali interessate e condotte 'preferibilmente' da organismi pubblici specializzati o strutture universitarie, con oneri a carico del titolare dell'impianto.

A nostro parere i controlli non sono una garanzia e restano molti dubbi sulla modalità con cui verranno effettuati. Ma non vi è dubbio che ciò costituisce un primo importante risultato. Per contare maggiormente dobbiamo essere ancora di più. La petizione popolare continua, è possibile firmare in vari comuni, tra cui Merone, Lambrugo, Monguzzo (lista completa sul nostro sito).

Nella nostra osservazione al piano chiedevamo che per tutelare la salute dei cittadini non venissero sottoscritti accordi con imprese private situate a ridosso dei centri abitati o in parchi sovracomunali. Ciò non è stato recepito ma questa resta la nostra posizione.

COSA STA FACENDO IL COMUNE DI MERONE

Il comune si è limitato a constatare l’assenza di dati (non ha formalmente nemmeno risposto alla nostra richiesta di informazioni) e non ha intrapreso alcuna iniziativa a favore della tutela della salute dei suoi cittadini in relazione al rischio, scientificamente provato, di inquinamento da polveri, diossine, metalli pesanti e da tante altre emissioni dannose, rappresentato dall’incenerimento di rifiuti nei cementifici.

Che fine ha fatto l’idea di una centralina per il monitoraggio dell’aria, di cui tanto favorevolmente ha parlato il sindaco Brindisi negli anni in cui era all’opposizione? A Merone non si parla nemmeno di fare una seria raccolta differenziata.

DI CHI E’ LA CEMENTERIA?

E’ altresì preoccupante sapere che il gruppo Holcim è controllato dalla famiglia Schmidheiny e Stephan Schmidheiny, maggiore azionista della multinazionale Eternit è indagato dalle procure di Torino e Siracusa per responsabilità circa la morte di migliaia di operai avvelenati dalla polvere di amianto. (vedi articolo)

COSA VOGLIAMO FARE ADESSO

Mettere fine allo smaltimento di qualsiasi tipo di rifiuto nel cementificio di Merone, continuando nella costruzione di una vasta opposizione popolare, attraverso: l'informazione, la comunicazione, il monitoraggio della qualità ambientale, la sensibilizzazione su riciclaggio, compostaggio e raccolta differenziata, una sollecitazione continua e pressante dei pubblici poteri.

RETE DONNE BRIANZA

 
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