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15 dicembre 2018
   
     
  RIFIUTI A MERONE: NO ALLA CONVENZIONE  
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I dati esistenti sono già molto preoccupanti ! La Provincia ha dichiarato che intende effettuare uno studio ambientale ed epidemiologico per verificare l’impatto inquinante del cementificio di Merone. Rete Donne Brianza non è pregiudizialmente contraria alla raccolta di dati scientifici, purché siano resi pubblici integralmente, accessibili a tutti i cittadini, veritieri e coerenti. Vi è invece il rischio che dalle nuove analisi si traggano conclusioni rassicuranti, che potrebbero legittimare l’incenerimento dei rifiuti nel cementificio di Merone.

Rete Donne Brianza ha scritto all’ARPA, al comune di Merone e alla Provincia chiedendo di potere visionare gli altri dati esistenti, ma non abbiamo per ora ricevuto risposta.

Fino ad oggi ci è stato molto difficile reperire informazioni, i dati del cosiddetto “monitoraggio in continuo” non sono mai stati resi pubblici. Inoltre, nei rapporti dell’ARPA abbiamo notato una tendenza a minimizzare dati importanti e a fare conclusioni generiche e rassicuranti. Eppure i rapporti in nostro possesso contengono dati molto preoccupanti, come quelli riportanti di seguito:

  • Da un rapporto dell’ARPA sull’Inquinamento Atmosferico a Monguzzo del 2003 emerge che i valori dei fattori di arricchimento di diversi metalli nel PM10 sono decisamente più elevati dei medesimi valori misurati a Como. Per esempio per il cromo il fattore di arricchimento a Como è 8, mentre a Monguzzo è 22, per il vanadio i valori sono rispettivamente di 4 a Como e 16 Monguzzo, per il nichel i valori sono di 5 a Como e 23 a Monguzzo, per il piombo abbiamo 210 a Como e 473 a Monguzzo e per il bromo addirittura 198 a Como e 703 a Monguzzo. Proprio metalli come il piombo e il cromo sono tipicamente presenti nelle emissioni dei cementifici.
  • L’analogo rapporto ARPA 2002 per Merone, dichiara che la Holcim SpA contribuisce al 36% delle emissioni di BIOSSIDO DI ZOLFO stimate sull'intera provincia di Como e a circa il 25% delle emissioni totali di OSSIDI DI AZOTO stimate sul territorio comasco. Anche per il particolato fine (PM 10), si dichiara che le principali sorgenti all'interno del comune di Merone si ritrovano ancora nei processi industriali, pari a 56 t/anno, mentre il trasporto su strada è pari a sole 2,5 t/anno.
  • Inoltre, da uno studio sui venti e sulle zone di ricaduta delle polveri del periodo 1989-1992 sembrerebbe che le zone di maggiore ricaduta siano nella maglia intorno a Lambrugo e Lurago d’Erba. Da allora il camino principale è stato alzato.
Oltre a questi dati, abbiamo raccolto una vasta letteratura nazionale ed internazionale che non lascia dubbi sui danni per la salute dell’incenerimento dei rifiuti in inceneritori, e ancora di più nei cementifici, dovuti alle emissioni di polveri, PCB, metalli pesanti e diossine.

L’assessore provinciale Francesco Cattaneo ha già dichiarato che intende invitare i sindaci di 18 comuni limitrofi a Merone a sottoscrivere una convenzione con la Holcim.

CHIEDIAMO CHE I COMUNI SI IMPEGNINO DA SUBITO A NON FIRMARE NESSUNA CONVENZIONE CON LA HOLCIM PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

10.000 FIRME CONTRO IL PIANO DEI RIFIUTI

Lunedì 13 dicembre 2004 è stato definitivamente approvato il Piano dei Rifiuti della Provincia di Como, che consente alla Provincia di firmare convenzioni con impianti industriali privati per lo smaltimento dei rifiuti urbani, aprendo la strada all’utilizzo del cementificio di Merone come inceneritore.

Con la sua petizione popolare (10.000 firme raccolte tra maggio e dicembre 2004) Rete Donne Brianza è stata protagonista di una protesta, grazie alla quale molti comuni hanno presentato osservazioni e mozioni contro il Piano dei Rifiuti.

COSA ABBIAMO OTTENUTO

La Provincia si è vista costretta ad inserire un emendamento al Piano, in base al quale qualsiasi convenzione per lo smaltimento di rifiuti urbani a Merone dovrà definire particolari forme di controllo ambientale e sanitario, “condivise” con le amministrazioni locali interessate e condotte 'preferibilmente' da organismi pubblici specializzati o strutture universitarie, con oneri a carico del titolare dell'impianto.

A nostro parere i controlli non sono una garanzia e restano molti dubbi sulla modalità con cui verranno effettuati. Ma non vi è dubbio che ciò costituisce un primo importante risultato. Per contare maggiormente dobbiamo essere ancora di più. La petizione popolare continua, è possibile firmare in vari comuni, tra cui Merone, Lambrugo, Monguzzo (lista completa sul nostro sito).

Nella nostra osservazione al piano chiedevamo che per tutelare la salute dei cittadini non venissero sottoscritti accordi con imprese private situate a ridosso dei centri abitati o in parchi sovracomunali. Ciò non è stato recepito ma questa resta la nostra posizione.

COSA STA FACENDO IL COMUNE DI MERONE

Il comune si è limitato a constatare l’assenza di dati (non ha formalmente nemmeno risposto alla nostra richiesta di informazioni) e non ha intrapreso alcuna iniziativa a favore della tutela della salute dei suoi cittadini in relazione al rischio, scientificamente provato, di inquinamento da polveri, diossine, metalli pesanti e da tante altre emissioni dannose, rappresentato dall’incenerimento di rifiuti nei cementifici.

Che fine ha fatto l’idea di una centralina per il monitoraggio dell’aria, di cui tanto favorevolmente ha parlato il sindaco Brindisi negli anni in cui era all’opposizione? A Merone non si parla nemmeno di fare una seria raccolta differenziata.

DI CHI E’ LA CEMENTERIA?

E’ altresì preoccupante sapere che il gruppo Holcim è controllato dalla famiglia Schmidheiny e Stephan Schmidheiny, maggiore azionista della multinazionale Eternit è indagato dalle procure di Torino e Siracusa per responsabilità circa la morte di migliaia di operai avvelenati dalla polvere di amianto. (vedi articolo)

COSA VOGLIAMO FARE ADESSO

Mettere fine allo smaltimento di qualsiasi tipo di rifiuto nel cementificio di Merone, continuando nella costruzione di una vasta opposizione popolare, attraverso: l'informazione, la comunicazione, il monitoraggio della qualità ambientale, la sensibilizzazione su riciclaggio, compostaggio e raccolta differenziata, una sollecitazione continua e pressante dei pubblici poteri.

RETE DONNE BRIANZA

 
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